La matematica offre materiale comunicativo esatto per tornare alle origini della CREAZIONE dei significati.
La metamatematica indaga quella che, a mio avviso, è la questione centrale dei processi comunicativi. Non soltanto matematici.
La semiotica (σημεῖον, segno) e la gnoseologia (γνῶσις, conoscenza), in quale punto esatto riescono a incontrarsi, a compenetrarsi, per ottenere quelli che divengono gli elementi imprescindibili dell’analisi (quindi, della comprensione) dei sistemi matematici (e non soltanto matematici)? Tali elementi imprescindibili sono: ‘coerenza’ (all’interno dei postulati, degli assiomi, delle formule), ‘dimostrabilità’ degli assiomi stessi e ‘veridicità’ (riproducibilità attraverso meccanismi che si collochino al di sopra dei segni stessi) degli enunciati presenti all’interno del sistema comunicativo analizzato.
La metamatematica indaga il legame tra coerenza e completezza dei principi, degli assiomi, dei ‘segni’ matematici.
Tutte le discipline, le indagini, le analisi umane nominabili che presentino, nella loro codificazione ‘simbolica’, il prefisso linguistico ‘meta’ (μετα, oltre), hanno sempre una puntuale correlazione (come se fossero funzioni matematiche), con l’incompleta, la non-totale narrabilità del breve, brevissimo (o lunghissimo) ‘qui e ora’.
Bello. Bello. Da leggere!


